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Un GP d’Italia che non è andato come sperato.
«E’ stata una giornata moto dura, le due fratture alla mano mi hanno condizionato pesantemente. Anche la sublussazione al polso mi ha fatto stringere i denti. La prima manche secondo me ho fatto un miracolo, perché ho guidato con una mano. La seconda manche dopo il giro di ricognizione non volevo nemmeno partire. Poi sono partito e rimanevo intorno alla 19esima posizione e alla fine con il 18esimo posto ho guadagnato 3 punti. Adesso la priorità è è vedere il mio dottore in Belgio e decidere cosa fare».
Mancano ancora 18 manche da disputare.
« Dopo la caduta di sabato non pensavo di poter correre, quindi un risultato positivo».
Com’è stata la caduta?
«Un po’ è stato un errore mio, un po’ colpa di un sasso sulla rampa che ho visto all’ultimo momento. Anche oggi ci sono state tante cadute, ma quando ci sono tante categorie è difficile sistemare bene la pista, ma sarebbe importante, soprattutto proprio i salti che sono la parte più pericolosa».
Ieri hai capito subito che qualcosa non andava.
«Sì, anzi credevo che l’infortunio fosse ancora più grave. Pensavo addirittura a una frattura esposta perché il braccio era completamente storto. Poi con le radiografie si sono viste “solo” due fratture, una al lunare e l’altra al piramidale. Sono ossa della mano molto piccoli ma danno molto fastidio».