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Una pole stratosferica, una sprint sempre in prima posizione, una gara gestita benissimo nonostante le difficoltà: ogni GP fa sempre qualcosa meglio di quello precedente. In questo momento dà proprio il senso di velocità e controllo totale della situazione. Bolla magica.
Non è ancora il pilota irresistibile di prima di Barcellona, ma è tornato a un livello altissimo: in questo momento, Martin ne ha di più, però anche lui va piuttosto forte. Reagisce bene al brutto errore commesso una settimana fa in India, non si scompone, ottiene due podi preziosi per come sono stati ottenuti. È pronto per un finale di campionato a dir poco tosto? Secondo me sì.
Nella sprint non è così efficace, ma in gara, con il bagnato, torna a essere un grande pilota: la sensazione e i numeri dicono che senza l’interruzione avrebbe potuto vincere. Torna sul podio dopo quasi un anno, un tempo infinito per uno come lui. Diciamo la verità: quando lui va forte, è un bene per il GP. Futuro scritto.
Dopo il dominio indiano e pensando a quanto era stato efficace in Argentina sul bagnato, ero convinto che potesse fare meglio. Stiamo comunque parlando di risultati importanti e di una velocità indiscutibile. In partenza ha rischiato di fare un casino e ha compromesso la gara di Zarco e Vinales: ha rischiato la sanzione. In ogni caso, “insci veghen” si dice a Milano: “averne di piloti così”.
Una grande sprint, una grande delusione in gara: non riesce a fare il definitivo salto di qualità. Uffa.
È fortunato, perché la bandiera rossa limita i… limiti della gomma soffice posteriore. Questo doveva essere un GP complicato per lui, invece si è difeso con onore. Non molla.
Torna in prima fila, disputa una sprint più che dignitosa, ma non sfrutta le condizioni solitamente a lui favorevoli della gara. Un buon passo in avanti rispetto ai precedenti GP: speriamo che non sia solo per la pista “amica”. Più che discreto.
Porta a casa un buon risultato in condizioni difficili, delude un po’ sull’asciutto. Dignitoso.
Decisamente più veloce che in passato, mostra buoni progressi in una situazione psicologica obiettivamente non facile, considerando che il futuro è a dir poco incerto. Bravo a tenere botta.
È in crescita e in gara avrebbe fatto molto meglio senza una penalizzazione quanto meno dubbia. Ci sta arrivando.
Non ha colpe specifiche se non una umanissima frustrazione. Dura così.
L’aspetto preoccupante è che non ha mai un guizzo, non dà segnali positivi in nessuna condizione. Che fatica.
Con il bagnato fa vedere buone prestazioni, purtroppo rallentato da problemi con la visiera. Annacquato.
Con il bagnato, condizione in cui nel 2022 aveva vinto due volte, torna a essere veloce prima di venire rallentato dal casco. Deve trovare costanza, fatica a ripetere le buone prestazioni.
È vero che la sua gara finisce di fatto al primo giro non per colpa sua, ma è anche vero che in tutto il fine settimana rimane lontano dai suoi livelli. Momento no.
Nel complesso un GP dignitoso: finisce la gara in quinta posizione, ma per un cavillo burocratico viene tolto dalla classifica. Non è un gran periodo.
Non ha più nemmeno la soddisfazione di aver sempre finito a punti. Se non altro lui, a differenza del compagno di squadra, vede un futuro…
Ducati DesmosediciGP voto 9: Asciutto, bagnato, giro secco o distanza: davanti c’è sempre una Ducati.
Ktm RC16 voto 8: Si conferma come la seconda forza del campionato. Manca ancora qualcosa, ma non è lontana.
Honda RC213V voto 7: Le caratteristiche della pista e la pioggia le danno una mano, oltre a un Marquez più volenteroso.
Aprilia RS-GP voto 6: Sulla pista vista in passato che “Belzebu” dimostra una buona competitività. Però, bisogna purtroppo annotare un altro problema tecnico: preoccupante.
Yamaha M1 voto 4: Di gran lunga la moto peggiore in pista.