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La disputa del GP del Qatar continua a far discutere all'interno del paddock. La guerra tra Stati Uniti e Iran rappresenta un problema di cui tener conto.
Giovedì pomeriggio, a Phillip Island, i piloti della classe regina si sono riuniti per confrontarsi sulla possibilità di disputare la gara di Losail, alla luce delle tensioni e dell'incertezza legate appunto alla situazione in Medio Oriente.
Un incontro nato direttamente dalla loro iniziativa, senza il coinvolgimento degli organizzatori del campionato, per confrontarsi sui rischi legati alla situazione in Medio Oriente e sulle garanzie da richiedere prima di correre a Losail. Rispetto al netto rifiuto espresso da diversi piloti in Indonesia, ora sembrerebbe esserci una maggiore apertura al dialogo, anche se le posizioni restano differenti.
Da quanto ha appreso Moto.it, sarebbero 16 su 22 i piloti contrari a disputare il GP del Qatar nelle attuali condizioni. Marc Marquez, che ieri aveva detto ai giornalisti in merito: "Parlo di tutto come sapete, ma di questo non parlerò", sarebbe tra i principali ad essere contro, insieme ad Alex Marquez, Fabio Quartararo, Alex Rins e Jack Miller.
Tra i favorevoli ad andare in Qatar ci sarebbero i 4 piloti di Aprilia, secondo quanto abbiamo ricostruito. Sia tra i contrari che tra i favorevoli qualcuno avrebbe una posizione mediana, cioè sarebbe disposto a valutare la trasferta in presenza di adeguate garanzie di sicurezza.
Nel frattempo, la Formula 1 intende disputare regolarmente le gare in Qatar e ad Abu Dhabi, nonostante le tensioni nella regione, mantenendo aperta la possibilità di soluzioni alternative qualora la situazione dovesse peggiorare. Da segnalare però che i due GP di F1 sono in programma tra fine novembre e inizio dicembre, quindi praticamente un mese dopo l'eventuale GP di MotoGP.
Per quanto riguarda i fatti: il GP del Qatar della MotoGP, per il momento, resta confermato.
La riunione ha però riportato al centro anche un'altra questione ovvero la possibilità di creare un'associazione che rappresenti i piloti e permetta loro di avere maggiore peso nelle decisioni sulla sicurezza.
Bagnaia è tra i principali sostenitori della necessità di dare ai piloti una rappresentanza comune. Il ducatista ha ricordato che il progetto era già stato avviato nel 2023, sottolineando l'importanza di individuare una figura indipendente.
Com'è andata la riunione?
"Penso che l'unità e un'associazione dei piloti siano una cosa importante. Avevamo iniziato ad approcciare questa cosa nel 2023, ma poi per cause di forza maggiore non siamo riusciti a continuare. Era il momento giusto per ricominciare. Credo sia importante per tutelarci di più e avere più voce su certe decisioni. Ora resta solo da trovare una persona che ci rappresenti. Forse sarebbe meglio se fosse qualcuno al di fuori di questo mondo, senza preferenze, che lavori solo in una direzione, per la sicurezza e per noi"
Pensi che la riunione possa portare a qualcosa di concreto?
"Credo che tutto serva e bisogna continuare sulla nostra linea. Alla fine siamo tutti piloti, ma siamo persone intelligenti che pensano. C'è una parte di ognuno di noi che porta a pensare al proprio interesse, però quando si parla e c'è una maggioranza bisogna tenere conto di quella maggioranza, essere uniti e andare fino in fondo"
Anche Marco Bezzecchi ha valutato positivamente il confronto, pur chiarendo che non è stata raggiunta una posizione unanime. Il pilota Aprilia ha sottolineato soprattutto l'importanza di essersi confrontati direttamente, al di là delle differenti opinioni.
Com'è andata la riunione? Eravate tutti d'accordo oppure c'è ancora da discutere?
"Mettere tutti d'accordo credo sia impossibile, ma è stata una riunione costruttiva perché siamo stati tutti molto maturi nel dire la nostra senza scannarci. Ci scanniamo in pista. Non ti posso dire niente. Non so quanto sia servito"
Sull'importanza di essersi riuniti...
"L'abbiamo fatta più per noi che per il resto, per vederci tra di noi. Non ci siamo messi tutti d'accordo"
Più scettico Jorge Martin, che ha riconosciuto l'importanza di garantire la sicurezza dei piloti e dell'intero paddock, senza però mostrarsi convinto che l'incontro abbia portato a risultati concreti.
Qual è stata la tua impressione sulla riunione tra i piloti di giovedì?
"È chiaro che alla fine i piloti vogliono essere al sicuro e si spera che anche il paddock lo sia, ma sinceramente non ho avuto la sensazione che sia cambiato nulla"
La questione del Qatar rimane dunque aperta, ma l'incontro di Phillip Island potrebbe rappresentare un primo passo verso una maggiore organizzazione dei piloti, con l'obiettivo di avere una voce comune nelle decisioni che riguardano la loro sicurezza.