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I crossisti sono dei duri, per questo nessuno si lamenta di iniziare la serie iridata sulla spietata sabbia olandese che fa del circuito di Valkenswaard quello più tosto della stagione. Dove tecnica e tenuta fisica affinate con la preparazione invernale sono subito chiamate all’esasperazione. D’altra parte, meglio togliersi subito il dente, visto che poi le enormi buche e le profonde carreggiata scavate all’infinito dai potenti 4T che ogni colpo di manetta mordono il terreno cambiandone i connotati per un bel pezzo sono messe da parte. Già dalla seconda prova si passa alla normalità, col fondo veloce e compatto della Bulgaria che precede quello altrettanto duro del Gran Premio d’Italia, che il 27 aprile ospita la carovana sul tracciato marchigiano di Fermo.
Meglio andare sul sicuro, e lasciare al Tonino nazionale ancora una volta il pronostico di outsider della classe regina sottolineato dalla sua immutata voglia di vincere e dal piacere che ancora trae quando è in sella alla moto. Paulin, Desalle, Pourcel, Frossard, Barragan, Leok, Bobryschev, Goncalves, e lo stesso Philippaerts che negli Internazionali d’Italia ha fatto vedere di aver ritrovato lo smalto dei suoi tempi migliori, sono in grado di vincere un GP, ma sarà poi la costanza di risultati a far da giudice e a scremare il lotto dei contendenti. E speriamo di vedere delle belle cose anche da Guarneri, anche lui rinato dopo il salto dalla Kawasaki alla KTM. Dal lotto manca lo sfortunato Max Nagl, ancora alle prese coi suoi problemi alla schiena nonostante i due interventi chirurgici, sostituito nei primi cinque GP da Ken de Dycker che dopo aver chiuso il rapporto col team Honda LS ad una settimana dall’inizio iridato, pare per motivi legati a mancati pagamenti dello scorso anno, ha trovato una momentanea sistemazione nella tenda KTM.
incredibilmente infortunati ancora prima del via Mondiale così come il nostro Zecchina che a causa della frattura di una mano nell’ultima prova degli Internazionali d’Italia viene rimpiazzato dal compagno di squadra Alessandro Battig. Se si dovessero prendere in considerazione le gare disputate sino alla vigilia del Mondiale, il numero 1 si potrebbe già assegnare a Jeffrey Herlings e alla sua KTM. Punto. Per fortuna le variabili in ballo specie nel motocross sono tante, e bisognerà attendere il responso finale prima di poter affermare con certezza come andrà a finire.
Sulla carta l’unico in grado di poterlo fermare è Tommy Searle, mentre il compagno di scuderia Van Horebeek ha il potenziale per far bene ma non certo per eguagliare quanto fatto vedere sino ad ora dal vice campione in carica olandese. Occhi puntati anche sulla prima guida Husqvarna Alex Lupino, che caricato a dovere dal recente titolo tricolore MX2 speriamo possa fare qual salto di qualità che i tifosi italiani stanno aspettando.