Nico Cereghini: “Problema Qatar: il giovane Ezpeleta mostra i muscoli e la FIM tace”

Nico Cereghini: “Problema Qatar: il giovane Ezpeleta mostra i muscoli e la FIM tace”
Nessuno ci va volentieri, la squadra Yamaha esce allo scoperto e rinuncia al GP, il promoter replica con durezza e invita la FIM a prendere provvedimenti. E la federazione internazionale che cosa ne dice?
2 novembre 2026

Ciao a tutti! E’ la domanda che tutti si fanno: ma era proprio necessario andare in Qatar? Il tema è complesso, da una parte ci sono i venti di guerra che forse soffiano e forse no, dall’altra gli interessi economici di chi gestisce la MotoGP. Soldi contro sicurezza, un tema già noto.

Le voci che abbiamo ascoltato in questi giorni nel paddock sono state piuttosto ambigue, alcuni piloti come Marc Marquez hanno protestato ma non hanno potere, i manager sono rimasti generalmente coperti e alla fine soltanto Yamaha è stata chiara: “Noi non ci veniamo, i giapponesi non vogliono”. Suscitando il “disappunto” della MotoGP intesa come promoter, che da una parte ha rassicurato ancora una volta tutti quanti (“ci sono ampie garanzie di sicurezza”) e dall’altra ha minacciato con durezza il team diretto da Paolo Pavesio.

"La mancata partecipazione di Yamaha - tuona il comunicato - comporta implicazioni contrattuali per i suoi accordi con la MotoGP e l’IRTA, ma anche implicazioni sportive, le cui eventuali conseguenze saranno gestite dalla FIM in conformità con il regolamento del campionato".

Andando per ordine: cercare di capire quanto sia rischioso andare in Qatar non è facile. La stampa suggerisce che il presidente Trump, avviato verso una dura sconfitta nelle elezioni di medio termine di domani, potrebbe subito intensificare la guerra in Iran con l’appoggio di Netanyahu. I democratici americani dicono di aver visto le carte e tremano; gli iraniani, per ritorsione, potrebbero prendersela con i Paesi del Golfo come hanno già fatto nei mesi scorsi.

Uno scenario verosimile. Alcuni Paesi, come la Francia, hanno alzato il livello di guardia. Per l’Italia, il Ministero degli Affari Esteri mantiene il Qatar al livello 1 su 4. Si scende dal 4, “non recarsi, al 3 “riconsiderare”, a “maggiore prudenza”, fino al livello 1 delle “normali precauzioni”. Precisando che: “Si invitano i connazionali in Qatar a mantenere alta l'attenzione e ad attenersi scrupolosamente alle indicazioni di sicurezza delle Autorità locali. Non si possono escludere ripercussioni sul traffico aereo e sull’operatività dei voli da e verso la regione”.

L’opinione generale è che ci sia poco da stare tranquilli e sarebbe stato meglio evitare. E la dura (e pubblica) presa di posizione di MotoGP Sports Entertainment Group non è piaciuta. Sembra una vera prova di forza, con una strategia che il CEO Carmelo Ezpeleta si sarebbe ben guardato dal fare. Il vice CEO, Carlos Ezpeleta, pare intenzionato a sostituire l’anziano padre mostrando i muscoli.

E poi c’è la FIM, invitata dallo stesso Carlos a prendere provvedimenti sul piano sportivo nei confronti di Yamaha. E qui sarebbe bello sapere cosa ne pensa, la federazione internazionale, che fino a prova contraria dovrebbe gestire il nostro sport. Si capisce che chi detiene i diritti commerciali della MotoGP ha tanto potere, ma a tutto c’è un limite. A Sepang il presidente Jorge Viegas non c’era, c’era invece il nostro Giovanni Copioli che è vice presidente. La FIM ha deciso di abdicare definitivamente al suo ruolo? Aspettiamo un comunicato ufficiale anche da quella parte.

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