Road races. Lacrime, sacrifici e una corona al Manx GP: Andrea Majola si racconta dopo il trionfo

Road races. Lacrime, sacrifici e una corona al Manx GP: Andrea Majola si racconta dopo il trionfo
Dal sogno d'infanzia al gradino più alto del podio del Manx GP: Andrea Majola è il Campione della Junior Class 2024 e ora la chimera del Tourist Trophy è più vicina che mai. In questa intervista esclusiva il Campione si racconta a Moto.it, dall’infanzia agli infiniti sacrifici per correre, poi la conquista del Mountain supportato da uno sponsor particolare
27 febbraio 2025

Andrea Majola ha scritto il suo nome nella storia del motociclismo italiano, vincendo una delle competizioni più prestigiose e impegnative al mondo: il Manx GP, sull'Isola di Man. Un traguardo a cui il pilota, supportato da Escort Advisor (il primo sito di recensioni di escort in Europa) ambiva da molto tempo: anni di sacrifici, determinazione e passione incondizionata per le corse su strada.

In questa intervista esclusiva, Majola ci racconta le emozioni di una vittoria arrivata dopo un'estenuante attesa per la bandiera rossa, i segreti della sua preparazione e il percorso che l'ha portato dal guardare videocassette del Tourist Trophy da bambino fino a diventare protagonista su quelle stesse strade leggendarie e oniriche. Con uno sguardo già rivolto agli ambiziosi obiettivi del 2025, il pilota italiano si conferma esempio di determinazione e talento, pronto a raccogliere nuove sfide con la stessa mentalità vincente che l'ha incoronato Re della categoria Junior del Manx GP 2024.

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Manx GP 2024: Storica doppietta di Andrea Majola e Maurizio Bottalico nella Junior!

Come è nata la tua passione per le moto e per le corse su strada?

Ho sempre avuto la passione per le moto. Una passione che è sfociata, anzi è esplosa a 9 anni, quando mio padre mi portò a vedere una corsa in salita. All’epoca c'erano solo le videocassette, e fu proprio mio papà a regalarmene una inerente alla gara più famosa nel mondo: il Tourist Trophy sull'isola di Man.

Quando ho iniziato a correre, non c'erano molti soldi. La prima gara sono riuscito a farla nel 2012 con un 125 un po' scarrocciato. Nel 2016 misi in vendita la macchina, la moto, tutto quello che avevo di più caro per avere abbastanza soldi da potermi comprare la prima moto da gara e il primo furgone con cui trasportarla.

Da lì ho fatto tutto il Campionato italiano in salita e sono riuscito a vincerlo all'esordio. Erano gli anni in cui le categorie avevano un livello molto molto alto e da lì ho imparato tanto. Ovviamente l'obiettivo finale era arrivare sull'isola di Man: il sogno nel cassetto da quando ero bambino. Nel 2018 decisi di provare a mandare la mia iscrizione all'Isola, che venne rifiutata.

Il 2019 è l'anno magico in cui venne accettata la mia iscrizione all'isola di Man, e nonostante fosse la mia prima partecipazione, abbiamo ottenuto un risultato fantastico. Praticamente siamo stati i best newcomer dell'anno 2019, in generale di tutte le classi. Nel 2020 partecipai nuovamente al Campionato internazionale di corse su strada, che vinsi su una Paton. Ovviamente tutto questo mi ha mi ha spinto a migliorare ulteriormente le mie performance. Nel 2023, alla mia terza presenza sull’Isola di Man, chiusi al secondo posto, mentre l’anno scorso è finalmente arrivato il tanto atteso primo posto al Manx GP.

Cosa significa, per un pilota italiano, vincere una gara così prestigiosa e ricca di storia come il Manx GP?

È un'emozione estremamente forte. Obiettivamente è stato difficile riuscire a realizzare fin da subito di essere riuscito a vincere la competizione più importante della mia vita. Ho impiegato qualche giorno. Gradualmente poi con l'uscita di vari articoli, richieste dei giornalisti e tutto il resto, mi sono reso conto di essere riuscito a fare qualcosa di veramente grande che rimarrà impresso nella storia. Questa vittoria mi rende estremamente orgoglioso di tutti i sacrifici fatti ed è il raggiungimento del sogno che avevo fin da bambino.

Qual è stato il momento più bello e quello più difficile della gara?

In generale la difficoltà del Manx GP è riuscire a mantenere la calma. Non per niente è una delle gare più difficili, soprattutto a livello psicologico bisogna avere tanta positività, essere carichi senza avere troppe ansie. Per me quello appena trascorso è il mio quarto anno sull’Isola di Man, quindi tutto sommato sono riuscito a gestire le emozioni abbastanza bene.

Il momento più difficile è stata l'attesa alla fine della gara, quando hanno esposto la bandiera rossa. Siamo stati sul filo del rasoio per circa 2 giorni, tutto questo prima di dirci che purtroppo la gara non sarebbe potuta ripartire per l'ultimo giro finale e che quindi la vittoria sarebbe stata assegnata a me. È stato uno dei momenti più tosti della mia carriera. La tensione era altissima, perché non sapevamo come sarebbe andata fino al verdetto finale.

Una cosa bellissima, che l’anno scorso per me ha fatto la differenza e che mi ha dato una piccola carica in più, è stata la mia squadra. Un team fantastico che mi ha supportato tantissimo nella preparazione prima della gara.

Dopo aver tagliato il traguardo, qual è stato il tuo primo pensiero?

Come dicevo prima, non ho propriamente tagliato il traguardo perché la gara è stata sospesa prima dell’ultimo giro a causa di un incidente. Mentre aspettavo di capire il verdetto finale, avevo in testa un turbinio di pensieri. Ero sicuro di stare andando fortissimo, di aver fatto tutte le cose come andavano fatte e anche se la gara fosse ripartita il risultato non sarebbe cambiato perché la vittoria l'avevo visualizzata nella mia testa e in tutti i modi avrei fatto sì di riuscire a vincere.

Come ti sei preparato, fisicamente e mentalmente, per affrontare la gara?

Con tantissimo allenamento in palestra: molta canoa e bicicletta per migliorara la resistenza. La parte più complicata però, oltre a quella fisica, è la preparazione mentale. Qui bisogna essere assolutamente perfetti, al 100%. Quindi grazie a un lavoro di mental coaching sono riuscito a trovare la giusta tranquillità, quella che alla fine mi è servita per portare a casa un grandissimo risultato.

Qual è il tuo tratto preferito del Mountain Circuit e perché?

Tutta la parte della montagna, è una parte abbastanza lunga. Quindi molto differente rispetto ad altri punti in cui si passa in mezzo alle case. È un tratto molto veloce, ma anche abbastanza rilassante perché si ha il tempo di posizionarsi bene in sella e prendere un attimo fiato.

Quali consigli daresti a un giovane pilota che sogna di correre il Manx GP?

Un consiglio pratico, per chi vuole intraprendere il road racing è quello approcciarlo in maniera graduale. Affrontare prima le gare italiane e internazionali come la North West, per poi approdare all’Isola di Man passando prima dal Manx GP e arrivare alla fine al Tourist Trophy.

Il consiglio più importante che posso regalare però è quello che davo a me stesso quando ho iniziato: per chi insegue il sogno di andare in moto che sia in un circuito, che sia arrivare all'isola di Man, o di raggiungere un qualsiasi traguardo, l’importante è crederci. Questa è l'unica cosa che vi porterà avanti. Datevi un obiettivo, lavorate, soffrirete, soffrirete tanto, perché sono più le volte che riceverete dei no rispetto ai sì . Saranno più le volte che sentirete persone che non crederanno in voi e che vi diranno di lasciare stare, non li ascoltate. Ascoltate solo quello che avete dentro.

Dopo questa vittoria, quali sono i tuoi prossimi obiettivi?

Gli obiettivi per questo 2025 sono veramente tanti e di altissimo livello. Prenderemo parte a moltissime competizioni sia in territorio italiano che all'estero. Parteciperemo alla North West, nella categoria 600 e Supersport. In Italia parteciperemo alla coppa Italia e al trofeo moto estate come gare propedeutiche. Una sorta di allenamento per arrivare preparati al meglio a quelle che saranno le gare più importanti, ovviamente l'obiettivo primario è l’Isola di Man dove quest’anno prenderemo parte al Tourist Trophy in tutte le categorie. Il massimo sarebbe riuscire a portare a termine tutte le gare, sperando di non avere nessun problema. Quindi quest'anno il nostro impegno sarà quadruplicato, ma sono sicuro che ce la faremo. Stiamo lavorando tantissimo e mi sto preparando come non ho mai fatto, questo per arrivare in perfetta forma e poter affrontare tutte le gare al meglio delle mie possibilità.

Anche quest’anno sarai sponsorizzato da Escort Advisor, perché hai scelto uno sponsor così particolare?

Anche quest'anno ho scelto di collaborare con Escort Advisor, questo perché è un brand assolutamente fuori dagli schemi e rappresenta al 100% quella che è la libertà e l'intraprendenza con la quale affronto le road race, quindi sono sicuro che questo legame porterà ancora degli ottimi risultati e sono molto felice della fiducia rinnovata.

Andrea Majola: vita da road racer [VIDEO]

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