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Alla tripletta di Nicolò Bulega in Australia ha risposto subito Toprak Razgatlioglu in Portogallo. E’ stato ancora un braccio di ferro tra i due alfieri della Ducati e della BMW e sui saliscendi del bellissimo tracciato dell’Algarve nessuno è mai riuscito ad inserirsi nella lotta per la vittoria.
Ci si aspettava qualcosa di più dagli altri piloti Ducati, ad iniziare dal compagno di squadra di Nicolò, Alvaro Bautista, ma come spesso gli capita lo spagnolo ha fatto fatica in Superpole e questo ha condizionato non poco le sue gare. Colpito ed affondato da Scott Redding in Gara 1, il due volte campione del mondo è stato bravo a salire sul podio nelle due gare della domenica, ma con distacchi imbarazzanti specialmente per chi guida una Panigale V4 ufficiale.
Poco consistente Danilo Petrucci, confusionario e (come sempre) alterno Andrea Iannone, che in Gara 2 si è ritirato dopo una falsa partenza e dopo aver fatto confusione con le penalità. Sam Lowes si è visto a sprazzi, mentre ci aspettava di più dalla seconda guida della BMW, Michael Van der Mark che è però risultato solo una comparsa.
Alla fine l’unico che ha saputo rompere l’egemonia Ducati/BMW è stato un monumentale Andrea Locatelli che è riuscito a rivitalizzare la vetusta R1, ma difficilmente con quella moto il bergamasco potrà combattere con i due fuoriclasse che stanno monopolizzando il campionato.
In classifica comanda Bulega con 111 punti, seguito da Razgatlioglu con 82. Gli altri seguono ad oltre 50 punti dalla vetta. E ora si va ad Assen. La pista piace ad entrambi ed è quella di casa di Van der Mark.
Vedremo se in Olanda la musica cambierà o se sentiremo solamente l’inno nazionale italiano e quello turco.