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“Sto lavorando come un animale per tornare a correre il più presto possibile”. Con questa frase Jonathan Rea si era presentato sabato a Portimao, ad una conferenza stampa indetta dalla Yamaha. Come sappiamo il sei volte campione del mondo è caduto nelle fasi iniziali del primo giorno di test a Phillip Island e la moto lo ha colpito sul piede sinistro, procurandogli numerose fratture. In un’operazione chirurgica effettuata a Belfast pochi giorni dopo la caduta, gli sono state applicate due placche, fissate con alcune viti. Al momento Rea non può ancora appoggiare il piede a terra. Dopo circa sei settimane dall’infortunio Rea si è presentato all’incontro con i media sorreggendosi con le stampelle, mentre il piede sinistro era coperto da uno stivaletto dotato di un cuscino ad aria, che impedisce che il corpo vada a pesare sul piede fratturato..
“Sto facendo di tutto per guarire il prima possibile, ma non posso andare contro la medicina ed il parere dei medici. D’altronde – ha affermato Rea – non ci sono motivi urgenti per un mio ritorno in pista. Ovviamente voglio tornare al più presto per riprendere a lavorare con la mia squadra, e sono ansioso di farlo anche alla luce dei positivi test invernali”.
Il leone è ferito, ma se qualcuno si aspetta che Jonny stia pensando al ritiro o che abbia perso la voglia di correre e di vincere sta sbagliando. Abbiamo avuto modo di scambiare qualche parola con lui a microfoni spenti ed abbiamo potuto appurare che la grinta del “Cannibale” è rimasta la stessa.
“Spero di poter tornare ad Assen – disse in Portogallo – una pista che da sempre mi è favorevole, ma al momento è solo una speranza, mentre il rientro a Cremona rappresenta un obiettivo reale”. E così sarà. Ormai è ufficiale che purtroppo Jonny non potrà essere presente ad Assen, nel terzo round WorldSBK che si disputerà dal 11 al 13 aprile. Sulla pista olandese nessuno ha vinto più di lui (17 successi) e nella passata stagione era riuscito ad aggiudicarsi la Superpole con la R1. “Tornerò quando sarò al 100% - ha commentato – il livello della Superbike ora è talmente alto che non avrebbe senso neppure se fossi al 90%. Sono abbastanza esperto da capire che è meglio attendere, e presentarmi in pista solo quando potrò essere competitivo”.
Il nordirlandese è convinto di poter far bene con la Yamaha R1 ed è contento di come erano andati i test invernali nei quali, come ha confermato il suo compagno di squadra Andrea Locatelli, la moto è migliorata soprattutto per quanto riguarda l’elettronica. Jonny, così come tutti in Yamaha, spera inoltre che i regolamenti gli possano dare una mano non solo penalizzando Ducati e BMW, ma anche stabilendo delle concessioni per la YZF-R1 che potrebbero renderla più competitiva.
Va chiarito che anche nelle passate stagioni la moto giapponese aveva goduto di super concessioni che però non erano state sfruttate. Questa volta la Yamaha investirà sulla propria moto e sulla Superbike?